Il lavoro di squadra: come svilupparlo e migliorarlo giorno dopo giorno

Il lavoro di squadra in ambito professionale è l’arte di far andare bene le cose: aumenta la comunicazione tra i soggetti, rende i processi più veloci ed efficienti, diminuisce i conflitti e gli errori. In altre parole, aumenta i ricavi. Per questo motivo se ne sente parlare ogni giorno e si organizzano ovunque incontri e corsi di formazione. Tuttavia, durante il corso della giornata lavorativa capita spesso che i problemi personali influiscano sull’umore generale del team o che un lavoro poco interessante venga delegato allo sfortunato di turno senza il dovuto supporto. Ma il lavoro di squadra è davvero così difficile da sviluppare?

Da una prima analisi sembrerebbe di no. Siamo quotidianamente circondati da esempi di gruppi di persone che collaborano all’unisono come la migliore orchestra sinfonica. Possiamo dedurre che all’interno di quel gruppo non vi siano problemi personali o umori non proprio al settimo cielo? Direi di no, e i risultati ottenuti sono comunque ottimi. Di seguito dei consigli partendo da alcuni esempi:

RUOLI DEFINITI COME UN TEAM DI MEDICI E INFERMIERI IN SALA OPERATORIA

Pensate a una complessa operazione chirurgica. Ne vengono eseguite a migliaia ogni giorno, mettendo insieme chirurghi con differenti specializzazioni, infermieri e altro personale in base a turni casuali e specificità di ogni operazione. In questo caso non stiamo rilasciando un software dopo una fase di test. Non esiste fase di test e non esiste margine di errore. In sala operatoria ognuno sa bene qual è il proprio ruolo e soprattutto conosce quello altrui. Le linee guida sono chiare e precise ed è evidente a priori quale azione vada conclusa prima di iniziare quella successiva. A questo proposito consiglio la lettura di un interessante libro: “Checklist, come fare andare meglio le cose” di Atul Gawande (2011, ed. italiana Bompiani).

Consiglio per il vostro team: imparate a conoscere chi avete a fianco, in cosa è specializzato e in che cosa può essere più bravo di voi in un determinato lavoro. Prima di iniziare un progetto stilate delle linee guida. Vi torneranno molto utili se qualcosa malauguratamente andasse storto.

SINCRONIZZATEVI PER RAGGIUNGERE LA MASSIMA VELOCITA’ COME UN TEAM DI FORMULA 1

Il pit stop ai box di F1 è uno dei momenti strategicamente più importanti della gara. Il destino del pilota è letteralmente in mano al team e lui non può far altro che restare seduto nell’abitacolo a guardare impotente lo svolgersi delle azioni. Ma quella manciata di secondi di pura efficienza e collaborazione nasconde infinite discussioni strategiche e complessi studi analitici. Dove un decimo di secondo può fare la differenza, nulla può essere lasciato al caso. Cinque secondi di stop equivalgono a duecento metri di differenza. Lo spreco di tempo è ridotto al minimo. Tutti sanno perfettamente cosa fare. Tutti sono perfettamente sincronizzati. Guardate questo interessante video che mette a confronto un pit stop nel 1950 con uno di F1 dei giorni nostri (Ferrari, Melbourne 2013): https://www.youtube.com/watch?v=LOJbM0aXZp0

Consiglio per il vostro team: parlate, parlate, parlate. Rivedete la strategia mille volte se necessario. Quando passerete all’azione siate certi di essere perfettamente sincronizzati per dare il migliore risultato al vostro pilota (l’azienda o un vostro cliente sono in quel preciso istante nelle vostre mani). Con il tempo diventerete sempre più veloci proprio come la Ferrari oggi.

RIMANETE UNITI COME IN UNA MISCHIA DI RUGBY

Nel Rugby, la mischia serve a far riprendere l’azione il prima possibile. I giocatori si legano l’uno con l’altro incastrandosi perfettamente. La forza di uno diventa la forza di tutti. La palla viene giocata secondo un processo ben definito che va dalla preparazione, all’ingaggio fino all’introduzione dell’ovale nella mischia. Si sta uniti fino alla fine, supportando il compagno a fianco con tutte le proprie forze.

Consigli per il vostro team: non lasciate mai un vostro collega da solo in caso di bisogno, siate sempre aperti alla comunicazione e alla collaborazione, condividete sia sconfitte che vittorie. Ricordatevi che non siete nessuno senza le persone con cui collaborate ogni giorno.

E voi come incentivate il teamworking all’interno della vostra organizzazione?

Di Gianluca Lattuada

28/03/2017

Riproduzione riservata

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