Mi dici cos’è l’arte se non
abbandono
come sotto la pioggia
in una domenica d’aprile.
Gli altri non capiscono, non possono
capire perché dall’altra parte della città
batte il sole e le ragazze
camminano tranquille per il corso
tra fontane, giardini e turisti in canotta.
Una volta mi scrissi un verso di Holderlin:
“Tu sei nato
per un giorno limpido”
ancora non ti conoscevo
ma non ci vuole molto
per scorgere la notte dietro
un vetro. Del resto la disperazione
non ha volto e se sceglie di durare
è perché ha trovato valore
nell’espressione del pittore
davanti alla tela che si compone.
Ciò non significa esiliare
la bellezza, tutt’altro: bisogna
immergersi ogni giorno
(e per diverse ore) nella profondità
oscura delle cose, affidarsi
alla volontà delle nubi, decidere
scientemente in che parte di città
abitare, essere ribelle nel dare
un vero segnale solitario: abbandonarsi
per scorgere sotto la pioggia, il colore.

GL (2015)

N°1-ABBANDONO

“Abbandono” di Elisa Martino

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